Pubblicato da alessiob82 su Dicembre 28, 2007

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Simone Carvelli, giovanissimo, si affaccia al mondo della scrittura, con la sicurezza e la fiducia propria di chi sente dentro di se la gioia e la forza di vergare il foglio con la fantasia. Il libro LA CASA MORTA è il primo lavoro di questo novello scrittore, e proprio per questo lascia stupiti costatare la consumata capacità di catturare il lettore con fantasiose trovate ed espiedienti improvvisi. Si legge d’un fiato il lavoro di Simone, che diverte e induce il lettore a girar pagina per vedere cosa succede in seguito. Lo stile ha la sua notevole importanza in tutto questo, perchè non ha pretese inutili e, anzi si esprime in modo che spesso suscita anche la risata, visto che i dialoghi sono in dialetto fiorentino. Non è facile usare i dialetti nel parlato, in un libro, perchè spesso si scade, ma invece Simone usa la sua lingua in modo naturale e senza volerla forzare in nessun modo. Si capisce che nel giovane è innata la capacità di esprimere agli altri ciò che partorisce la sua fantasia, cosi tutto diventa più scorrevole e estremamente piacevole alla lettura.“
Questa è la recensione della scrittrice Cristina Tarabella sul libro di Simone Carvelli.
Io non sono in grado di giudicare un libro, ne avrò letti 3 in tutta la mia vita, ma sono contento di aver letto questo, scritto da un ragazzo che conosco.
Il libro si legge benissimo, 114 pagine che filano via veloci (io ci ho messo 3 giorni, senza neanche accorgermene nei ritagli di tempo); non vi voglio anticipare niente per non togliervi il piacere di leggerlo, vi dico solo che è ambientato a “Signer”, parla delle avventure di Simo (Tempesta) e dei suoi amici che sono alle prese con un incontro particolare (il Diavolo).
Bravo Simo, a quando la prossima opera?
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